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Lo staff di Stage4eu

 Nel Regno Unito il tirocinio assume diverse denominazioni a seconda delle finalità e dei destinatari:

internship, summer internship, work experience, work placement, work shadowing, industrial placement, sandwich placement ecc.

In linea generale l’internship corrisponde al tirocinio extracurriculare, mentre il placement (nelle differenti declinazioni: work placement, industrial placement ecc.) designa il tirocinio curriculare. Ma la distinzione non è poi così netta: i tirocini curriculari, ad esempio, vengono talvolta denominati student internships. Il termine work experience, invece, può essere riferito a tutte le tipologie di tirocinio, siano essi internships o placements.

Ecco gli elementi principali che caratterizzano gli internships (extracurriculari) e i placements.

  • I tirocini extracurriculari, detti internships, sono dei periodi di pratica lavorativa finalizzati ad acquisire competenze professionali spendibili nel mercato del lavoro; sono destinati principalmente a studenti e neolaureati, ma anche ad adulti che vogliono intraprendere un nuovo percorso di carriera. La durata può andare da poche settimane a 12 mesi, ma mediamente durano fra i 3 e i 6 mesi. Non di rado gli studenti universitari svolgono un internship nel periodo di sospensione delle attività accademiche (è il caso ad esempio dei summer internship, che si svolgono durante il periodo estivo e durano generalmente 2-3 mesi).
    Nel Regno Unito non esiste una disciplina specifica in materia di internships. Tuttavia sono stati predisposti dei code of practice - codici di buone pratiche - che fungono da linee guida per la gestione dei tirocini. Uno dei testi di riferimento per l’attuazione degli internships è il “Common best practice code for high quality internships”, realizzato dal Gateways to the Professions Collaborative Forum, un organo consultivo che rappresenta circa 60 enti e organizzazioni professionali. In questo testo vengono dettagliate le procedure che l’azienda ospitante è tenuta a seguire per realizzare tirocini di qualità. Secondo il Code for high quality internships, perché un tirocinio sia un’esperienza realmente formativa è necessario che: venga predisposto un piano formativo che definisca le attività da svolgere e le competenze da acquisire; il tirocinante sia informato su tutto ciò che riguarda la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro; venga assicurata la supervisione e il monitoraggio del percorso formativo; l’azienda attesti l’esperienza mediante un documento scritto o una lettera di referenze. Per saperne di più sulle modalità di attuazione e gestione degli internships, si può consultare anche la breve guida realizzata dal governo britannico “Making internship work. An interns guide”.
    Dal momento che non esiste una normativa sugli internship, lo stagista – l’intern - non ha uno status legale. Pertanto i diritti e doveri di un tirocinante – in particolare il diritto a percepire il National Minimum Wage, il salario minimo nazionale - dipendono dal suo status professionale: il tirocinante ha diritto al salario minimo e gode di una serie di altri diritti se è classificabile come worker (ovvero se il suo status professionale è quello di worker), mentre non ha diritto al National Minimum Wage se il suo status professionale è quello di volunteer.
    Un intern è classificabile come worker se tra l’azienda ospitante e l’intern c’è un agreement - che può essere scritto o orale - secondo il quale il tirocinante è tenuto a svolgere determinate mansioni secondo modi e tempi prestabiliti. Il tirocinante avrà invece lo status di volunteer in due casi: quando non ha vincoli di orari e ha mansioni indefinite e variabili oppure quando presta la sua attività in un ente di beneficenza o di volontariato. C’è però un’ulteriore tipologia di internship che non prevede il riconoscimento del salario minimo, ovvero il caso in cui lo stagista svolga attività di work shadowing. Il work shadowing può essere definito come una sorta di tirocinio “osservativo”: il tirocinante, infatti, non partecipa alle attività produttive, ma si limita ad osservare, ascoltare, chiedere, fare interviste ecc. per conoscere meglio una determinata professione o uno specifico ambito professionale.
  • I tirocini curriculari – detti placement o student internship – sono quelli previsti, come facoltativi o obbligatori, nell’ambito del piano di studi. Sono finalizzati ad acquisire competenze professionali inerenti il proprio percorso universitario e vengono attivati sulla base di un agreement tripartito tra lo studente, l’azienda ospitante e l’istituto di istruzione (università, college ecc.) presso cui è iscritto lo studente. In particolare spetta all’istituto di istruzione il compito di verificare che i contenuti del tirocinio siano in linea con il percorso di studi e di monitorare il corretto svolgimento dell’esperienza. In genere i placements hanno una durata compresa tra i 9 e i 12 mesi, ma talvolta possono avere durate decisamente più ridotte (in questi casi si parla di short placement). Più raramente possono durare oltre i 12 mesi: in tal caso il tirocinante deve essere pagato, mentre se il placement ha una durata inferiore a 12 mesi, l’azienda non è tenuta a corrispondere alcun compenso.

Al momento un cittadino europeo può svolgere liberamente nel Regno Unito sia un tirocinio extracurriculare sia un tirocinio curriculare. Ad oggi non è dato sapere se e quali limitazioni o vincoli verranno posti nel momento in cui la Brexit verrà ratificata.


Riferimenti legislativi

La Gran Bretagna non dispone di una legislazione specifica per gli stage; tuttavia alcune strutture che li organizzano hanno stipulato dei codici deontologici (code of practice), ovvero una serie di regole e convenzioni alle quali attenersi per il buon funzionamento degli internship e per la tutela dei diritti dei tirocinanti (trainees). Su questo tema si fa generalmente riferimento al Common Best Practice Code for High-Quality Internships, redatto già nel 2011 dal Forum delle Associazioni Professionali e alla brochure prodotta dal Governo “Making internships work – an intern’s guide”; ambedue i documenti contengono tutti gli elementi che caratterizzano un internship di qualità. È dunque molto importante, prima di accettare uno stage in azienda, prendere visione delle condizioni previste dal training agreement o work experience contract, che possono variare considerevolmente da internship a internship e da azienda a azienda. Le leggi britanniche di riferimento, al di là dei codici deontologici, sono quelle in materia di lavoro {Si veda “Employment law 2013: progress on reform” scaricabile dal portale del Governo britannico} per gli internships extra curriculari, mentre i tirocini curriculari sono disciplinati direttamente delle diverse istituzioni formative. In questo caso, verrà assegnato agli studenti in tirocinio sia un tutor scolastico o universitario che un mentor interno alla struttura ospitante, mentre il programma sarà progettato per consolidare ed accrescere le competenze da acquisire.

Documentazione richiesta

Nel Regno Unito per fare un internship fino ad un massimo di 3 mesi non occorre richiedere il permesso di soggiorno, in quanto, in base alle norme europee sulla libera circolazione, qualsiasi cittadino di uno Stato membro può risiedere e cercare lavoro liberamente in un altro Paese dell’Ue. Attualmente è in corso l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea (cosiddetta Brexit), ma - fino alla chiusura delle negoziazioni - rimane un membro a pieno titolo e tutti i diritti e gli obblighi dell'adesione rimangono in vigore. 

Lingua, moneta e costo della vita

La lingua ufficiale del Regno Unito è l’inglese.

La moneta è la sterlina.

La Gran Bretagna è un Paese costoso: pur avendo gli stipendi tra i più alti d’Europa, il potere medio d’acquisto è invece tra i più bassi. Londra e il Sud Est del Paese sono tre volte più costosi del resto del Regno Unito, mentre il Nord mantiene prezzi più in linea con la media europea. Per un appartamento di piccole dimensioni a Londra (né centrale, né troppo periferico), si spendono fra i 1.400 e i 1.600 euro al mese (escluse le utenze) ed il relativo abbonamento ai trasporti pubblici per collegarsi con il centro città ammonta al corrispondente di 160 euro al mese. A Manchester per lo stesso tipo di affitto si spendono sulle 500-600 sterline (600-700 euro) e circa 75 euro per i trasporti. 
Il salario minimo nel 2019 corrisponde a 1.524,52 euro al mese.

Dove alloggiare

Prima di partire è consigliabile cercare un alloggio per i primi giorni. Sul sito www.airbnb.com si può intanto trovare una short term accomodation, mentre, per informazioni ed indirizzi di bed & breakfast, ostelli della gioventù, appartamenti in affitto, studentati ed alberghi, si possono visitare i siti www.uk-bedandbreakfasts.com, www.hostels.com/uk-&ireland e www.accommodationforstudents.com.
Per trovare casa nel Regno Unito ci sono dunque diverse opzioni, ma alcune, come accennato all’inizio, sono costose; per questo conviene consultare i giornali locali, le bacheche delle università o delle biblioteche. Per maggiori informazioni si può visitare anche il portale dell’Ente per il turismo britannico.

Altre fonti per la ricerca dello stage

Nel Regno Unito molti internship sono parte integrante di un corso universitario e sono le stesse università che aiutano gli studenti ad organizzarli; per trovare i corsi di laurea che prevedono un tirocinio, si può consultare il sito www.ucas.com e leggere l’articolo Financial help for EU students, per sapere come richiedere un prestito per fare l’università in Gran Bretagna.  
Tuttavia ci sono anche aziende che offrono internship indipendentemente dalle università e che sono aperte alla possibilità di inserire giovani europei come trainees, purché il loro livello di conoscenza dell’inglese sia adeguato. Queste aziende pubblicizzano le diverse possibilità di careers direttamente sui loro siti web, il cui elenco è rintracciabile all’interno di www.britishcompanies.co.uk. A titolo di esempio si veda la brochureInternships that work” prodotta dall’Associazione professionale dei consulenti britannici in Risorse Umane e sviluppo del potenziale, il Chartered Institute of Personnel and Development – CIPD (www.cipd.co.uk). La maggioranza degli stage in Gran Bretagna sono offerti da banche, management consultancies, compagnie petrolifere, industrie automobilistiche, aziende informatiche, studi legali, enti governativi e grosse catene commerciali. Questo non esclude la possibilità di svolgere stage presso enti culturali, nei media o nell’amministrazione delle belle arti: semplicemente questi enti ed aziende, seppur generalmente disponibili ad offrire dei periodi di tirocinio, raramente pubblicizzano le possibilità di internship. Anche nel settore della moda è possibile trovare numerose offerte di internship, molto spesso non pagate. Nella maggior parte dei casi spetta al giovane proporsi spontaneamente. Per candidarsi autonomamente, una volta effettuate una serie di ricerche ed individuate le aziende alle quali proporsi, è consigliabile contattare telefonicamente o tramite posta elettronica la persona o il dipartimento che si occupa dell’organizzazione degli stage, inviando una lettera di presentazione ed il proprio Curriculum vitae. Pur essendo utilizzato anche in UK l’Europass CV, è consigliabile consultare il sito governativo per scaricare numerosi esempi sia di lettere di presentazione (cover letter) che di CV mirati (CV formats), per candidarsi alle diverse opportunità.
Assai numerosi sono i siti internet che forniscono sia un elenco delle varie possibilità di stage e di lavoro, sia informazioni dettagliate sui profili professionali, sulle aziende e sugli indirizzi da contattare. Ecco un piccola selezione:

Anche molti siti americani, i cui servizi sono a pagamento, offrono internships in UK; fra i più noti segnaliamo:

Infine, fra le Associazioni studentesche internazionali AISEC Uk (www.aiesec.co.uk) è molto attiva.

Per informazioni e orientamento sulle opportunità di mobilità, si può fare riferimento all’ufficio di coordinamento della rete Eurodesk del Regno Unito o ai diversi sportelli presenti sul territorio.

Indirizzi utili
  • Ambasciata britannica in Italia – via XX Settembre, 80/a – 00187 Roma – tel. 0642200001
  • Ambasciata d’Italia a Londra – 14, Three Kings Yard – London W1K 4EH – tel. 00442073122200 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Consolato Italiano a Londra – 83/86 Farringdon Street – London EC4A 4BL – tel. +44 (0)20 7936 5900 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Agenzia ICE – Italian Trade Commission – Trade Promotion Section of the Italian Embassy – Sackville House, 40 Piccadilly – W1J 0DR London – tel. 00442072923910 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Italian Chambers of Commerce and Industry for the UK – 1, Princes Street – London W1B 2 AY – tel. 00442074958191– Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Visa & Immigration Department – Home Office – EEA applications – PO Box 590 Durham DH99 1AD – tel. 00440300123 2253 (Numero verde)
  • Euroguidance United Kingdom – 21-27 Cheapside Bradford BD1 4HR – tel. +44 (0) 330 111 0035 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Eurodesk United Kingdom - Ecorys UK - Albert House, 92-93 Edward Street - B1 2RA Birmingham